SICURI DA MORIRE

Sicuri da morire.

In questa città i carabinieri sparano
e uccidono.

Se poi sei tunisino, con un sospetto
carico di droga, le probabilità sono maggiori.

Questo è quello che è successo in via
argine panzano venerdì 2 aprile.

Un’azione antidroga di “routine”,
un posto di blocco ed il gioco è fatto.

I recenti fatti di Campogalliano, che
vedono coinvolti una coppia di migranti e una pattuglia di
carabinieri, dimostrano come chi ha la pretesa di proteggerci sia ben
più pericoloso di quanto non si creda.

Passano in sordina sui giornali ma
avvengono tutti i giorni: sono gli abusi di potere, e chi ci rimette
sono sempre i civili. Tutto questo ci spinge a domandarci quale sia
il confine tra legalità e legittimità e, sopratutto, se la prima
possa essere usata come scusa per scavalcare la seconda.

Dagli abusi agli omicidi nelle carceri,
ai centri di identificazione ed espulsione (veri e propri campi di
concentramento); in ogni luogo dove si pretende di rafforzare la
“legalità” sono una costante le violenze e le sopraffazioni da
chi detiene e difende il potere.

In aggiunta a questo, il contenuto del
“pacchetto sicurezza” si sta dimostrando una bomba liberticida
dagli effetti, anche collaterali, devastanti proprio perché affossa
la legittimità delle azioni nella volontà di mantenere una legalità
anche solo apparente.

C’è poi chi, come la lega nord, spiana
pericolosamente la strada a questo approccio col solito populismo
razzista e i manifestini stile ventennio, richiedendo che chi ha
ucciso non venga nemmeno denunciato, proprio come succede in tempo di
guerra: la vita di un uomo non vale niente se messa di fronte
all’arma legalitaria dei militari.

 

In questa città i carabinieri sparano
e uccidono.

E in questa città dovremmo sentirci
sicuri.

Sicuri da morire.

Gruppo Anarchico Carpigiano.

UN ASSESSORE IN MENO

Ieri mattina il sindaco Campedelli ha accettato (probabilmente con gioia) le dimissioni dell’assessore alle politiche sociali Miria Ronchetti(PD) ed ha firmato il provvedimento con il quale revoca le deleghe affidate alla Ronchetti (Sociale, Sanita’, Casa, Immigrazione, Volontariato), avocandole a sè ad interim.

LA CAUSA DI TUTTO

Una frase che l’assessore aveva postato sul suo profilo di facebook nei giorni scorsi,frase che aveva scatenato aspre polemiche in materia di pillola abortiva e sui casi di pedofilia riguardanti il clero.La riporto testualmente: "mi viene un pensiero cattivo: non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono tanti bambini a loro disposizione?”

Il buon Campedelli ha subito dichiarato che “non esistono attenuanti per qualificare infelici esternazioni che ledono in modo profondo la sensibilità di milioni di persone”, e l’assessore Ronchetti si è dimessa, dopo aver precisato che “si è trattato di una spiacevole e infelice battuta”
Se uno fosse sicuro che non si tratta di una farsa politica rimarrebbe allucinato:da una parte la categorica censura del sindaco,dall’altra l’ancor piu’ incredibile autocensura della Ronchetti.

Al primo risponderei che se c’è qualcosa che dovrebbe ledere la sensibilità di milioni di persone sono le violenze sui bambini,chi le copre e chi zittisce coloro che ne parlano;alla seconda chiederei se pensava davvero quanto ha scritto,dato che,appena Enricuccio ha alzato la voce,si è rimangiata tutto.

L’assessore Ronchetti,avvocato,già docente di Diritto ed Economia presso istituti superiori,dopo avere strenuamente difeso(a suo dire)temi quali le pari opportunità,la costituzione e la fecondazione assistita,ha dimostrato un’impensabile ingenuità nello sparare frasi del genere sul suo social network,spcie considerando la sua appartenenza ad un partito che ha una forte componente cattolica.

CHE SE NE FOSSE DIMENTICATA?

Kenz_