Roma – Disturbato presidio “100% animalisti”

[report]

Intorno alle ore 9.00 di questa mattina una sessantina di
antifascisti ed antispecisti hanno organizzato a Roma un presidio di
disturbo nei confronti dell’associazione "animalista" 100% animalisti
capeggiata dal forzanovista Paolo Mocavero. Dopo circa un’ora si sono
fatti presenti alcune teste rasate del panorama neofascista capitolino
con tanto di magliettine dei zetazeroalfa ed affini spalleggiati da
un’imponente dispiegazione delle forze dell’ordine (diversi blindati
della celere più gazzelle e digos varia intenti a documentare tutto).
Il disturbo è andato avanti per diverse ore portando alla luce la vera
indentità di questi pseudoanimalisti riuscendo anche ad entrare in
contatto con diversi giovani che stavano raggiungendo il presidio dei
100%animalisti, i quali di fronte all’evidenza si sono uniti agli
antifascisti. Finito il presidio mentre i compagni e le compagne
salivano sul treno un petardo, che ha stordito un uomo che si trovava
nelle vicinanze, ha causato il blocco del mezzo portando
all’identificazione, le perquisizioni e il sequestro di alcuni oggetti
personali (di nessun rilevo) dei militanti. Da segnalare diversi "abusi
di potere" calci, pugni e schiaffi da parte degli sbirri. In tutto
questo il presidio dei fascianimalisti è stato inevitabilmente sabotato
(molti hanno abbandonato la piazza, gli altri rimasti erano più intenti
ad insultare il presidio antifa piuttosto che mandare avanti le loro
assurde istanze) portando molti di loro a domandarsi sulla vera natura
dei vertici di questa associazione che si ostinano a definire
"apolitica".
La prossima volta prima di tornare a Roma ci ripenseranno bene.

antifascismo ovunque!
azione antispecista!

alcuni solidali


100% ANIMALISTI: IL FASCISMO DI PAOLO MOCAVERO

Nelle
notti del 7 e dell’8 Giugno la sezione romana dell’associazione 100%
animalisti ha rivendicato due "blitz" contro il canile comunale di
Muratella, con l’affissione di alcuni striscioni. Il giorno successivo
due personaggi del PdL romano (area Alleanza Nazionale), Fabrizio
Santori (Presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma noto
per le sue dichiarazioni a favore di una occupazione del gruppo
neofascista Casa Pound nel VI municipio, e al tempo stesso per i
continui attacchi repressivi contro i movimenti antagonisti capitolini)
e Andrea De Priamo (presidente della Commissione ambiente del Comune di
Roma ed ex squadrista del Fronte della Gioventù), tessevano le lodi
dell’azione dei 100% animalisti.

Gli
striscioni affissi altro non sono che il riciclo di alcuni manifesti di
Area Identitaria, gruppo neofascista gravitante intorno ad Alleanza
Nazionale.
I 100% animalisti
millantano un presunto impegno contro tutte le forme di sfruttamento
animale; ancora una volta invece, la provenienza del loro materiale ed
i caratteri grafici (…"non conformi"…) rivelano la matrice
profondamente politicizzata della loro associazione in termini
chiaramente reazionari e soprattutto il loro prestarsi ad essere
braccio di propaganda "animalista" di partiti, gruppi politici e aree
della società per loro natura basati sulla gerarchia e lo sfruttamento
e dunque inevitabilmente refrattari ad un qualsiasi principio di
liberazione animale e cambiamento reale dell’esistente.

Nell’ambito
dell’area "non conforme", Area Identitaria (derivazione di reduci di
Forza Nuova e Fiamma Tricolore) è la presunta autonomia di Alleanza
Nazionale. Un cavallo di Troia con cui le destre neofasciste cercano
spazi all’interno di tematiche tradizionalmente antiautoritarie quali
l’ecologismo, la lotta alla globalizzazione e l’animalismo radicale. E’
ovvio però che non ci può essere impegno genuino e consapevole per la
liberazione della Terra e degli esseri viventi da parte di chi è
abituato a rinchiudere se stesso e gli altri in gabbie concettuali e
fisiche fatte di sfruttamento, sopraffazione e specismo.

Un
po’ di storia…In questo piano di infiltrazione l’associazione 100%
animalisti gioca da anni un ruolo fondamentale nel fornire agibilità
all’interno del territorio e soprattutto una patina di "animalismo" a
interessi esclusivamente politici. Il fondatore e presidente Paolo
Mocavero ha un trascorso esemplare in questo senso: candidato sindaco
per la lista "Destra Veneta – Stop immigrazione per una Forza Nuova"
alle elezioni comunali di Padova del 13 giugno 1999, è stato uno degli
uomini chiave del partito fondato dall’ex membro di Terza Posizione
Roberto Fiore. L’avventura elettorale di Mocavero naufraga
pateticamente, arenandosi sulla miseria di 1451 voti al primo turno.
Voti prontamente offerti per il ballottaggio al candidato di Alleanza
Nazionale Giustina Destro, poi eletta con il 50,6% dei voti.

In
quel periodo i fascisti impongono un clima di violenza e terrore nella
città , sotto l’incoraggiamento dei vertici politici di riferimento.
Nel giugno del 2000 una sentenza della Corte d’Appello condanna otto
giovani padovani tutti "appartenenti al gruppo di estrema destra Forza
Nuova" per aver picchiato un ragazzo di colore per "finalità razziste".
Nel periodo immediatamente antecedente alle elezioni c’erano stati gli
arresti di altri due membri del partito, Andrea Bordin e Roberto
Baggio. Nel 2000 la polizia scopre a casa di un’altra persona
dell’ambiente, Lorenzo Stivanello, micce ed esplosivi.
Sfumata
la carriera politica, e fiutata l’aria ostile, Paolo Mocavero decide di
ripiegare sull’animalismo e fonda la suddetta associazione. Con uno
stile apparentemente aggressivo raccoglie una base di giovani ragazzi
(alcuni certamente in buona fede): si fa strada parallelamente
diffamando e insultando sul suo sito web tutte le altre realtà
protezioniste, animaliste ed antispeciste, facendone un calderone
comune contro cui indirizzare il malessere
esistenziale dei suoi attivisti all’insegna del più classico "molti nemici, molto onore". Visto
però che il movimento antispecista oppone una sarcastica indifferenza,
altro che nemici, i 100%animalisti si dedicano al marketing:
cappellini, magliette,
gadget,
bandiere con il teschio del Jolly Roger, vere e proprie divise. I loro
obiettivi: sagre di paese, palii semisconosciuti, fiere di campagna,
circhi. Tutte realtà che, pure se da combattere, poco incidono nel
quotidiano e sistematico panorama degli abusi e delle violenze che gli
uomini compiono sugli animali. In cambio però garantiscono un facile e
immediato riscontro mediatico (guarda caso tutte testate di destra, da
Libero a siti come VivaMafarka e No Reporter): a maggior gloria non
degli animali (quelli servono solo per le magliette…) ma dell’
immagine del proprio gruppo.

La
linea ufficiale è quella dell’apoliticità. Addirittura in home page del
sito internet vengono riportate le frasi dell’attivista antispecista
inglese Barry Horne. Ovviamente ai giovani e sprovveduti militanti non
viene detto che Horne era un militante libertario. Tuttavia l’impronta
politica dei 100%animalisti è forte ed affiora continuamente. I
referenti politici, i contatti con certa stampa, gli attacchi
strumentali alle campagne animaliste che in Italia ed in Europa
colpiscono i nodi dello sfruttamento animale industriale.
Lo
sfruttamento vero, quello che per essere combattuto richiede tempo,
lucidità, fatica, capacità di mettersi in gioco e di rischiare in prima
persona: dalla vivisezione all’industria della carne fino a quella
della pelliccia. Qualcosa di ben più complesso, oscuro e potente di un
presidio di fronte ad una sagra di paese, con quattro urla da osteria,
due insulti e poi, via, a casa…E soprattutto gli insulti e le offese a
tutti coloro che pagano il proprio impegno per la difesa della Terra e
degli esseri che la popolano con la repressione e la detenzione in
carcere.

Riteniamo
che l’infiltrazione dei 100% animalisti abbia superato il livello di
guardia e non sia più tollerabile. Come non sono più tollerabili le
offese, le minacce, lo squadrismo verbale che questa accozzaglia
pseudo-animalista continua a proporre. Non solo fascismo e
animalismo/antispecismo sono in contraddizione logica, ma certe
"azioni" dei 100% animalisti e certi loro rapporti con settori del
neofascismo italiano evidenziano che questa associazione, o perlomeno i
suoi vertici (fatta salva l’eventuale buona fede di un numero più o
meno grande di attivisti, semplici pedine sulla scacchiera da usare e
poi buttare quando non servono più), non è affatto apolitica ma
ingranaggio di una strategia di infiltrazione più complessa e
sistematica

Nessuna agibilità per i fascisti!

Alcuni/e Antispecisti/e

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